Ci sono cose che leggi e pensi: “questa è esattamente per me”.
Dal 22 al 31 maggio 2026 la Scuola Holden, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, ospita per la prima volta in Italia L’Usine de Films Amateurs, la Fabbrica dei Film Amatoriali, il progetto ideato dal regista Premio Oscar Michel Gondry, lo stesso di Se mi lasci ti cancello e di quei videoclip per Björk e Daft Punk che hanno ridefinito il linguaggio visivo degli anni Novanta.
L’idea è semplice ma geniale: un gruppo di persone, nessuna formazione richiesta, tre ore di tempo, e alla fine un cortometraggio scritto, girato, montato e proiettato, tutto sul posto.
Le scenografie dei set temporanei sono costruite con materiali di recupero, e alla Holden saranno allestiti quattordici ambienti diversi: la carrozza di un treno, un ufficio, una camera da letto, una discoteca, una stazione di polizia, una prigione, … Un universo di storie possibili, tutto dentro gli spazi della Scuola.
Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti. Le troupe vengono formate raggruppando chi si iscrive negli stessi slot orari, con sessioni distribuite lungo l’intera giornata.
Il progetto dal 2007 ha toccato 22 città in 14 paesi, ha coinvolto 65.000 partecipanti e ha portato alla realizzazione di circa 5.000 cortometraggi, numeri da capogiro. Torino è la prima tappa italiana, come si fa a non approfittarne…?
Io mi sono iscritta (nota bene: questo post non è assolutamente sponsorizzato, Scuola Holden manco sa che l’ho scritto).
Ci andrò a tabula rasa ma aperta alla massima creatività e con molta voglia d’impegnarmi in qualcosa per me di totalmente nuovo.
Mi piace l’idea di fare qualcosa di dilettantesco e improvvisato, in gruppo con persone che non si conoscono, con materiali fisici, senza algoritmi a decidere testi o l’inquadratura. C’è qualcosa di profondamente poetico in tutto questo, ed è così distante dalla mia vita quotidiana che non potevo lasciarmi sfuggire l’esperienza.
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