Ci sono mostre che raccontano più di quanto espongano, e “Ama il prossimo disegno”, dedicata ad Antonio Carena e in svolgimento dal 6 al 27 settembre 2025 è una di queste.
Il MAU, Museo d’Arte Urbana di Torino, porta tra le sue gallerie (via Rocciamelone 7c e 1) un percorso che si sdoppia in due luoghi: la Galleria del MAU e lo Spazio Garino. Qui si incontrano venti disegni accanto a una quindicina di bozzetti e studi progettuali.
È come entrare nello studio dell’artista: da una parte i lavori finiti, dall’altra la materia viva delle idee che si trasformano, la linea che prende direzioni nuove, i segni che diventano visioni.
Carena si mostra duplice – lirico e immediato nei disegni, metodico e visionario nei progetti – ma soprattutto coerente in un approccio in cui il disegno non è margine, bensì cuore del fare artistico.
E poi c’è il MAU. Non è un museo qualsiasi, ma il primo museo di arte urbana in Italia, un progetto diffuso nel quartiere Campidoglio: un dedalo di strade, cortili e case trasformato in una galleria a cielo aperto.
Passeggiare lì significa incontrare murales, installazioni, tracce di creatività che dialogano con la vita quotidiana. Visitare la mostra diventa così l’occasione perfetta per perdersi in questo museo “abitato”, dove l’arte non resta chiusa nelle sale ma respira con la città.
Forse è questo il regalo più bello di un evento come Ama il prossimo disegno: ricordarci che l’arte non si limita a essere vista, ma va vissuta, passo dopo passo, tra un segno tracciato su carta e un muro dipinto all’angolo di una strada.







Qui sopra alcuni miei scatti del MAU (ho la palestra dove pratico autodifesa proprio nel cuore di questo suggestivo museo a cielo aperto).
L’immagine di copertina è la locandina dell’evento

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